Nicola Genzianella in una foto di Adriana Roveda

Quattro chiacchiere con Nicola Genzianella, uno dei disegnatori storici della collana di Dampyr: definisce Harlan Draka un personaggio perfetto per la crescita di un artista della matita. L’intervista completa e molte altre informazioni su Nicola sono dispnibili sulle pagine del nr. 10 di Sbam! Comics, la nostra rivista digitale scaricabile gratuitamente da qui. Di seguito un estratto con alcune delle domande e risposte.

Qual è il Dampyr di Nicola Genzianella?
Sono uno dei primi disegnatori di Dampyr, proprio uno della “vecchia guardia” e per me Harlan è stato un ottimo sistema per crescere professionalmente. E ho imparato davvero molto da Mauro Boselli, con lui si è instaurato un ottimo rapporto di collaborazione.

Disegnare Dampyr è “bello”?
Sì, mi piace molto disegnarlo, così come mi piacciono le sue storie. Ti dà la possibilità di esprimerti molto liberamente, molto più di altri personaggi, anche più famosi di lui. Ogni storia è diversa, consente di cambiare completamente atmosfera: dall’horror – ovviamente – allo storico, ad esempio, e contemporaneamente alle diverse zone geografiche. Adesso, per dirne una, sto lavorando a una storia ambientata al Cairo, con scenografie dell’impero Ottomano. Un ammazzavampiri che è anche un giramondo, una vera fortuna!

In effetti Dampyr è un horror atipico, pur essendo “molto horror”, anche “più horror” di Dylan Dog, per certi versi…
È vero, è nato come cacciatore di vampiri, anzi, di Maestri della Notte, ma in realtà è di più, molto di più. Come dicevamo prima, tocca epoche e luoghi geografici molto diversi tra loro. Inoltre Harlan si “alterna” con altre figure che diventano, nelle singole storie, protagoniste quanto lui, a cominciare da Tesla, apprezzatissima dai lettori. Qualcuno di questi personaggi ho potuto crearlo io, e vederlo poi tornare in storie successive è davvero molto stimolante: è stato il caso di Sophie Mutter o di Milius.

Di quali altri lavori ti stai occupando?
Sto facendo una ministoria di Tex che uscirà il prossimo autunno per uno speciale a colori del ranger. A parte Bonelli, lavoro per editori francesi per produzioni librarie, una bella esperienza perché è tutto un altro mondo e un altro modo di disegnare. Per un disegnatore penso sia un’esperienza necessaria.

L’ultima “fatica” dampyriana di Nicola è il nr. 160 (luglio 2013, € 2,90), La monaca, testi di Claudio Falco. Trasferta napoletana, per il Dampyr, che giunge nel capoluogo partenopeo (anzi, più precisamente a Sant’Arcangelo a Baiano) accompagnato da Kurjak. Possiamo così rivedere il buon don Raffaele – vecchia conoscenza della serie e “agente” di Caleb Lost – spiegare  ad Harlan il mistero di un antico grimorio. Perché gli spettri di quattro monache di clausura del Cinquecento sono giunte tra noi? Soprattutto, che intenzioni ha la stregonesca Agnese compiendo omicidi rituali?  Una fanciulla in pericolo da salvare, un demone che aspetta di essere evocato, una loggia segreta comandata dal Gran Connestabile, una soffitta murata da secoli, il ritorno del simpatico ‘o Monaciello, giovanissimo non-morto che parla in dialetto napoletano. Serve altro?

(26/07/2013)

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