New York, in un futuro prossimo. La redazione del Daily Bugle è ormai deserta, i grandi saloni un tempo animati dal movimento incessante di reporter e giornalisti, ora sono vuoti, bui e polverosi. Manca solo una settimana alla chiusura degli storici uffici che tennero a battesimo professionale il giovane Peter Parker tanti anni fa. L’era della carta è finita, ancora poche uscite e il Bugle sarà soltanto un sito internet. Solo Ben Urich è ancora al lavoro, anche se di malavoglia. D’altra parte, Jonah lo tampina, e sbraita come sempre, come ai bei tempi. E c’è un articolo importante da scrivere. Devil è morto. Matt Murdock è stato selvaggiamente ucciso dalla sua nemesi storica, quel Bullseye che già in passato si macchiò di assassinii epocali per il Marvel universe. Una rissa selvaggia in piena Hell’s Kitchen, il quartiere che da sempre il Diavolo Rosso ha tentato di difendere in tutti i modi, di elevare dal suo triste rango di quartiere malfamato, di promuovere ad un futuro migliore per i suoi giovani. Tutto inutile: mentre Bullseye vibra il colpo finale spaccando la testa dell’uomo in costume, gli abitanti del suo quartiere si preoccupano solo di filmare con i cellulari l’evento. Che non si sa mai.
Tutto questo nelle primissime pagine del primo albo (di una serie di 4) dedicato a Devil: gli ultimi giorni, (nr.1, collana Marvel Universe nr. 16, Panini Comics, luglio 2013, 64 pp., € 3,30) una storia ipotetica del Diavolo Rosso che ipotizza cosa potrebbe succedergli in un prossimo futuro, quale potrebbe essere la sua fine. Una vicenda dunque avulsa dalla continuity marvelliana: i Devil-maniaci possono quindi stare tranquilli, il loro beniamino coi cornetti continuerà a vibrare il suo bastone sulla serie regolare. Un What if… in anticipo, dunque, molto ben orchestrato da Brian Michael Bendis e David Mack, per i ruvidi disegni di Klaus Janson e più ancora per le chine e gli spettacolari dipinti di un Bill Sienkiewicz in gran forma.
L’intera vicenda, dunque, vede protagonista non Devil ma Ben Urich, che per scrivere il suo pezzo indaga, interroga e ricostruisce la vita di un eroe bistrattato, sempre in bilico tra cosa è giusto, cosa si può fare e cosa invece si deve effettivamente fare, nel suo ruolo di avvocato come in quello di vigilantes mascherato. E poi c’è quella parola misteriosa, pronunciata dal povero Devil un attimo prima che Bullseye vibri il colpo finale. La sua ultima, misteriosa, parola: “Mapone“…
Come nota bene Giuseppe Guidi nella parte redazionale dell’albo, l’impianto narrativo segue quello di Quarto potere, il mitico film di Orson Welles del 1941. Anche lì la storia comincia con un omicidio eccellente, quello dell’industriale Charles Foster Kane, e anche lì un giornalista indaga sulla vicenda, concentrandosi sull’ultima parola pronunciata dalla vittima, altrettanto misteriosa: “Rosebud” (o “Rosabella“, all’italiana), e anche lì il cronista ha sette giorni di tempo per concludere il suo lavoro, tanti quanti quelli che ha a disposizione Urich prima dell’ultima uscita del Bugle.
Quattro albi necessari a qualsiasi appassionato di Devil, e non solo.

(09/07/2013 • Domenico Marinelli)