L’Uomo d’Acciaio, il film dedicato a Superman che imperversa nelle sale in questo periodo (vedi), ha dato l’avvio ad ampie discussioni a carattere religioso. Non è difficile infatti notare riferimenti evangelici nella saga dell’eroe di Krypton, soprattutto in questo film: giunge sulla Terra dal cielo, si propone di salvare l’umanità, quella stessa umanità lo emargina e lo minaccia. Per di più, quando si tira in ballo la sua età, “curiosamente” Kal-El dichiara di avere 33 anni…
Ce n’è abbastanza per far scendere in campo perfino l’Osservatore Romano, il quotidiano del Vaticano. Sull’edizione del 5 luglio 2013, infatti, si dedica un’intera pagina ai supereroi Marvel e DC. 
Gaetano Vallini
nel suo lungo articolo ricorda le varie pubblicazioni americane – libri e articoli – dedicate a questo tema, e – a proposito del film dell’Azzurrone – sottolinea il dialogo tra i coniugi El al momento della spedizione nello spazio del figliolo neonato: “A rinnovare questo interesse per un argomento una volta considerato tabù“, scrive, “ci ha pensato proprio l’ultimo film su Superman, L’uomo d’acciaio, che ha riaperto il dibattito sulla religiosità del giornalista Clark Kent. Dalla pellicola, infatti, non solo si confermerebbe la sua fede cristiana, metodista per l’esattezza, come più volte evidenziato nei fumetti, ma si farebbe un azzardato salto esegetico. Tanto da spingere la stampa statunitense a parlare addirittura di dimensione cristologica del personaggio. Esagerazioni? Forse, ma nemmeno troppo a sentire il regista, Snyder: «In molti dialoghi — ha infatti spiegato — il riferimento alla religione cristiana è diretto. Quando Jor-El, il padre kryptoniano, mette il neonato nella navicella spaziale per mandarlo sulla terra, la madre Lara ha paura: ‘Sarà emarginato. Lo uccideranno’. E il marito le risponde: ‘E come? Sarà un Dio per loro’. Anche Kal (il nome di Clark Kent su Krypton, ndr) nutre dubbi, cerca risposte: ‘Mio padre pensava che se il mondo avesse scoperto chi ero, mi avrebbe respinto. Era convinto che il mondo non fosse pronto‘»”.
C’è da dire che, sulla stessa pagina del quotidiano, troviamo anche una recensione del film di Zack Snyder, a firma Emilio Ranzato, che “frena” un po’ su questi accostamenti.
Comunque sia, non solo Superman. Nel suo articolo, Vallini si avventura in un lungo elenco degli eroi più famosi, cercando di rivelarne le fedi religiosi, con un non indifferente lavoro filologico. Di ogni caso che cita, infatti, riporta l’episodio da cui si può evincere questo dato. Ecco che Hulk è cattolico (Bruce Banner si sposa in chiesa e in una storia del 2005 stringe in mano un Rosario), così come Devil, mentre Ben Grimm in più di un’occasione si è dichiarato ebreo (e ricordiamo che il fondatore di quella che oggi è la Marvel, Martin Goodman, era appunto ebreo), e così anche la dolce X-Girl Shadowcat, che porta al collo la stella di Davide. l’Uomo Ragno, invece – come ha dichiarato una volta il redattore capo della Marvel Joe Quesada –, è cristiano protestante (religione maggioritaria negli States), come Capitan America e come Ciclope. Religiosissimi sono poi altri due mutanti, Wolfsbane e il più noto Nightcrowler. Tornando in casa DC, Batman “dovrebbe essere” episcopaliano, anche se altri indizi lo avvicinerebbero al cattolicesimo, mentre Catwoman è certamente cattolica e ha pure una sorella suora. Riguardo le altre religioni, l’ultimo Lanterna Verde comparso sugli albi, Simon Baz, è dichiaratamente musulmano. Ma non mancano casi di induisti, scintoisti e chi più ne ha più ne metta.
Un argomento forse sterile, che ricorda parecchio altri temi , forse più cari al pubblico italiano, del tipo: Tex Willer è di destra o di sinistra? Forse la conclusione giusta è proprio quella dello stesso Gaetano Vallini, che chiude il suo pezzo così: “Alla fine di questo viaggio tanto curioso quanto sommario, viene da chiedersi se tutto ciò abbia realmente valore. Di sicuro anche il mondo di oggi sembra avere bisogno di eroi positivi, impavidi e giusti, che nell’eterna lotta tra il bene e il male sanno sempre scegliere da che parte stare. E se dietro questa scelta vi sono, più o meno esplicitamente, motivazioni religiose, tanto meglio. Visto che non di rado, purtroppo, nella realtà la religione viene usata per giustificare soprusi e violenze“.

(05/07/2013)

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