Chiamatemi Ismaele“: così si presenta Paperino al signor Stump/Paperoga, chiedendo l’imbarco sulla baleniera Pikuod. Ed è così che il (non espertissimo) marinaio si trova a viaggiare per i sette mari agli ordini del terribile capitano Quachab, gamba di legno e carattere durissimo. Missione: ritrovare Moby Dick, un mostruoso capodoglio bianco. L’animale è colpevole di aver attaccato anni fa la nave del capitano, distruggendola e (soprattutto) ingerendo la cassa che conteneva il decino portafortuna su cui Quachab aveva costruito la sua immensa fortuna. Ecco perché ora deve assolutamente ritrovare la… balena-banca!
Sulla nave viaggiano anche il signor Starkbuck/Archimede, mister Flatch/Ciccio e tre ceffi poco raccomandabili, i ramponieri/Bassotti (per una volta senza la tradizionale mascherina nera), oltre a tre clandestini, i piccoli selvaggi Quiig, Quoog e Quaag, guerrieri di Kovolovo.

Erano già tante le versioni a fumetti del capolavoro di Melville, già protagonista di Topolino e il mostro bianco di Merril De Maris e Floyd Gottfredson addirittura nel 1938, o – tra le altre – della versione di Dino Battaglia (1967) e di quella molto recente di Bill Sienkiewicz (vedi). Adesso – come ci aveva annunciato la direttrice Valentina De Poli nella nostra intervista lo scorso febbraio – rivive anche sulle pagine di Topolino (nr. 3003, Disney Italia, 18 giugno 2013, € 2,40) che aggiunge questa nuova perla alla sterminata galleria di grandi parodie topolino-paperiniane. Produzione eccellente che prosegue un periodo particolarmente vivace della Casa editrice (pensiamo, solo per restare al recente, al bellissimo Dracula, alla versione disneyana di Tex, a quella di Montalbano, ai festeggiamenti per gli 80 anni della rivista e quelli per il numero 3000).
I testi sono di Francesco Artibani, i disegni di Paolo Mottura, i cupi colori – che creano un’atmosfera perfetta per la tragicità della storia – di Mirka Andolfo. Già, la tragicità: come già è stato per Dracula, è difficile pensare al terribile capitano Achab e alla feroce caccia all’inseguimento del suo incubo calati nella situazione scanzonata e giocosa di ogni storia paperosa che si rispetti. Senza dimenticare quanto sia terribilmente politicamente scorretto parlare di caccia alle balene… Proprio per questo Artibani (come ha spiegato nell’intervista pubblicata su questo stesso albo) ha preferito i paperi ai topi, più “comici” e quindi più in grado di stemperare le parti più cupe. E il capitano Achab si attaglia perfettamente allo zio Paperone prima maniera, quello rancoroso e incattivito di Carl Barks.
La seconda puntata di Moby Dick sarà sul successivo numero 3004 di Topolino.

(13/06/2013)