La nuova proposta di Editoriale Aurea è in edicola: una miniserie di 12 numeri dedicata a Long Wei, maestro del kung fu che vive le sue avventure nella Chinatown milanese, il quartiere Paolo Sarpi.
Il personaggio è stato presentato con un numero “zero” a Lucca 2012; lo stesso albo è stato “casualmente” disseminato per Roma e – appunto – nel quartiere cinese di Milano, così come adesivi, cartoline e perfino biscotti della fortuna: insomma, una particolare tattica di marketing mai applicata prima in modo così capillare per una serie a fumetti, tale da diventare quasi un caso di studio (e così infatti presentato dall’autore durante il recente FullComics di Milano).
Ma veniamo all’aspetto più fumettistico di Long Wei, leggendo il primo numero (Il Drago, nr. 1, giugno 2013, 98 pp b/n, € 3,00). La serie nasce – come spiegato nell’introduzione dell’albo – da un’idea del direttore di Aurea, Enzo Marino, e di Roberto Recchioni, autore poliedrico e fresco curatore di Dylan Dog per Bonelli. Soggetto e sceneggiatura sono di Diego Cajelli (appassionato di arti marziali, fumettista di ampia esperienza e scrittore di noir, quindi chi meglio di lui?), che verrà poi coadiuvato per i numeri successivi da Stefano Ascari, Luca Vanzella, Michele Monteleone e Francesco Savino, mentre i disegni partono con Luca Genovese, autore di questa prima uscita, e proseguiranno alternativamente anche con Gianluca Maconi, Bertelé e Macchi, Francesco Mortarino, Valerio Nizi, Jean Claudio Vinci, Daniele Di Nicuolo e Stefano Simeone.

L’autore di Long Wei, Diego Cajelli, durante la presentazione a FullComics 2013

La trama in breve: Long Wei è un giovane cinese, bella speranza del cinema. Speranza che però non si concretizza, tanto che il ragazzo – espertissimo di kung fu – emigra in Italia, accorrendo in aiuto del povero zio Tony e dei cuginetti Chen e Maria, taglieggiati da una banda di figuri che imperversa nel quartiere cinese di Milano. Botte da orbi e vetri infranti. Sullo sfondo, la cupa sagoma delle Tigri Immortali del Bosco dei Salici, organizzazione criminale che osserva dall’alto la vita del quartiere e lascia presagire ampi sviluppi lungo la serie. A far da spalla al protagonista, vedremo un personaggio appena abbozzato in questo primo numero, il piccolo lestofante Vincenzo Palma.
La lettura scorre via rapida e piacevole, gli ambienti (per chi li conosce) sono ben rappresentati, il disegno, di stile europeo e a tratti volutamente solo accennato, ha anche momenti molto manga, soprattutto nelle scene cinetiche e per le onomatopee. Così anche la struttura della tavola passa da uno schema rigido a pagine in perfetto stile splash page.
Un noir metropolitano che promette molto bene, un bel tentativo di rappresentare l’incontro tra due culture, quella italiana e quella orientale, e atmosfere che riportano ai cari vecchi film stile Bruce Lee.

(Domenico Marinelli • 01/06/2013)