Scott Snyder – Yanick Paquette, Swamp Thing 1: Il mio corpo risorga, collana DC Dark n. 2, 168 pp, RW-Lion 2012, euro 13,95

Tra i meriti del reboot che ha ridisegnato l’universo DC, va senza dubbio annoverato il ritorno di una testata regolare dedicata a Swamp Thing, il celebre mostro della palude creato all’inizio degli anni ’70 da Len Wein e Bernie Wrightson.
Recentemente ripescato dal dimenticatoio da Geoff Johns per la miniserie Nel giorno più splendente, è oggi uno dei tanti personaggi legati al progetto d’integrazione narrativa tra gli eroi classici della DC e quelli dell’etichetta «adulta» Vertigo.
La nuova serie, scritta dall’ottimo Scott Snyder (American Vampire, Batman) e disegnata da Yanick Paquette, si ricollega proprio agli eventi raccontati nella già citata miniserie: in quell’occasione Swamp Thing, protettore della natura, si era scontrato con l’incarnazione delle Lanterne Nere, la morte stessa, ed era riuscito a sconfiggerla con l’aiuto dei quattro elementali; intanto, il suo alter ego Alec Holland era tornato in vita grazie alla Lanterna Bianca solo per scoprire che, negli anni in cui era stato dato per morto, era stato in realtà sostituito dal mostro.
Il primo ciclo di sette numeri, raccolti in un unico volume da RW-Lion, ci pone quindi di fronte a un Holland finalmente separato da Swamp Thing, di cui conserva però i ricordi. Un uomo stanco e confuso, che ha abbandonato anche la carriera di scienziato botanico e che chiede solamente di essere dimenticato da tutti. Inutile dire che il suo momento di pace sarà breve, complice il palesarsi di un’antichissima minaccia: la Putrefazione. Da qui in poi si dipana una trama complessa ma godibilissima, che scava nel passato del personaggio per spiegarne la vera origine e la reale funzione di paladino del Verde, la forza primordiale della natura che si divide il controllo del creato con il Rosso (che rappresenta il regno animale) e con la terribile Putrefazione. E ora che quest’ultima ha scatenato la sua offensiva sulla terra, Holland dovrà decidere se tornare a essere Swamp Thing, accettando così il suo destino, o se voltare le spalle al Verde, proseguendo con la propria esistenza umana.
Pur rimanendo tutto sommato fedele all’impronta ambientalista che è sempre stata tipica del personaggio, Snyder si discosta nettamente dalla caratterizzazione quasi “hippie” e senza spessore di Johns (anche i migliori sceneggiatori a volte hanno qualche battuta a vuoto…) e presenta uno Swamp Thing più completo e convincente rifacendosi anche al celeberrimo ciclo di Alan Moore, tuttora ineguagliato in termini di forza visionaria e profondità delle tematiche trattate.
In questo primo volume abbiamo così modo di vedere all’opera non tanto l’eroe/mostro, quanto l’uomo Alec Holland, costretto ad affrontare una situazione al di fuori del suo controllo e a cui non può in alcun modo opporsi.
Forte è la presenza di atmosfere horror, genere di cui Snyder è maestro, rese ancora più intense dai disegni di un ispirato Paquette, che ci sorprende in ogni tavola grazie a disegni spesso scioccanti e a una scansione delle vignette molto efficace e dinamica, capace di rendere piena giustizia alla trama. Una trama dove non mancano momenti di riflessione, contrassegnati da dialoghi ben scritti e non privi di una certa profondità. Ciliegina sulla torta: pur non trattandosi assolutamente di una lettura semplice o superficiale, questo volume risulta tutto sommato comprensibile anche a chi non segue abitualmente l’universo DC.
Un giudizio finale? Urlare al capolavoro è forse esagerato, però stando a questo primo ciclo Swamp Thing sembra davvero un’ottima serie, di cui mi sento di consigliare caldamente l’acquisto. A maggior ragione in un momento come questo, in cui il mondo del fumetto supereroistico DC e Marvel sembra afflitto da una cronica penuria creativa.

(Federico De Rosa)