Mark Millar – Dave Johnson – Killian Plunkett, Superman Red Son, 168 pp, RW-Lion 2012, € 17,95

Nuova edizione per uno dei capolavori di Mark Millar: Superman Red Son, una delle migliori avventure di “realtà alternativa” della storia recente del fumetto.
Nell’introduzione al volume, leggiamo che i quattro simboli USA per eccellenza sono la mamma, la torta di mele, la Chevrolet e Superman. L’Uomo d’Acciaio infatti, è decisamente un simbolo americano, ma, con un geniale colpo di spugna, lo scrittore Mark Millar ha cancellato tutto quello che sapevamo di lui e ci ha posto un interessante interrogativo: cosa sarebbe successo se l’astronave con a bordo il piccolo Kal-El si fosse schiantata in territorio sovietico?
Da sempre l’America ha dipinto il comunismo ( e i comunisti) come “il nemico”. Basti pensare alla caccia alle streghe del maccartismo. Anche i suoi supereroi sono sempre stati simboli della perfetta realizzazione del “sogno americano”. Ma, se la Marvel  ha sempre voluto lasciare “zone di grigio”, un eroe DC su tutti, invece, rappresenta “l’ultimo boy scout”: Superman, appunto. Ed è proprio questo aspetto a rendere affascinante questa storia.
Cresciuto in una fattoria collettiva in Ucraina, il kryptoniano diventa il simbolo più potente degli ideali comunisti. Ad opporsi a lui, a Metropolis, c’è il geniale dottor Luthor, marito di Lois Lane e appassionato di scacchi. Sorpresi? Non è certo tutto qui: Millar reinventa anche Wonder Woman, il corpo della Lanterne Verdi e Batman. E, nel corso della sua vita, Superman si farà anche tanti altri nemici…
Va anche sottolineato che questo Superman vuole solo “aiutare”: le intenzioni delle sue azioni sono sempre più che buone. Ma purtroppo, si sa quel che si dice sulla strada verso l’Inferno e le buone intenzioni… Sull’altro versante, Luthor all’inizio sembra “solo” uno scienziato pazzo, ossessionato dall’idea di riuscire a sconfiggere Superman… ma è davvero così? Lascio che a rispondere a queste domande sia la lettura, dato che stiamo parlando di un volume assolutamente consigliato: nonostante si allontani parecchio dai canoni della narrazione supereroistica classica, infatti, riesce a non annoiare mai, a essere ricco di combattimenti e scene d’azione senza mai perdere profondità e spessore.

L’abilità di Mark Millar, già geniale autore di Kick Ass, Nemesis e Superior, di scovare e analizzare approfonditamente le sfumature di grigio, senza limitarsi a un banale scontro capitalismo/comunismo, rende questa lettura imprescindibile per tutti i fan del personaggio.
Solo un grande autore poteva scrivere una storia così, terribilmente  attuale, con tanto di riferimenti alla crisi economica che sta affliggendo il mondo, nonostante sia stata pensata nel 1995. Grandi temi economici, politici e sociali si sposano alla perfezione con quelli legati al supereroismo. Interessante notare anche come questa “versione di Millar” del comunismo – idealizzata al massimo – diventi un modello vincente, dove le differenze sociali vengono annullate e tutti i cittadini hanno lavoro e una vita dignitosa. Ma ci sono davvero solo comunismo e capitalismo? Oppure è possibile trovare un’altra via? La vicenda risponde anche a questa e a molte altre domande. Se questo non vi bastasse, i numerosissimi colpi di scena della trama non fanno altro che migliorare ulteriormente una storia che è già un cult.
Ai disegni troviamo Dave Johnson (aiutato da Andrew Robinson) e il duo Kilian Plunkett – Walden Wong. Nonostante i tanti nomi, si nota una certa unicità nello stile del tratto e della colorazione, così che la continuità narrativa è garantita.
Ad arricchire ulteriormente Red Son, anche un completissimo sketch book commentato dai disegnatori, tale da dare un’idea di quanto sia difficile creare nuovi look per personaggi-icona, su piazza a ormai quasi cent’anni.

Consiglio sinceramente la lettura del volume, tra l’altro curato in maniera davvero eccezionale dalla RW-Lion. La copertina rigida e il formato, inoltre, proteggono il libro da eventuali danni. Il prezzo, inferiore ai 20 €, è quasi simbolico se paragonato all’importanza e alla qualità della lettura stessa. Considerata anche la difficile reperibilità della storia prima di questa riedizione (la proposta Planeta DeAgostini del 2009 è esauritissima da tempo), non mi avrebbe sorpreso per niente se fosse uscita a un costo ben maggiore.

(Mattia Caruso • 06/01/2013)

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