La casa editrice saldaPress ha diffuso questo comunicato che risolleva un vecchio quesito che di tanto in tanto torna in discussione: come intendere il valore artistico del fumetto?
Prendendo spunto da un articolo pubblicato in UK dal Sunday Times, ecco l’accorato appello dell’editore italiano di The Walking Dead. Con cui noi di Sbam! non possiamo che essere d’accordo: tra i fumetti – così come in qualsiasi altra opera dell’ingegno umano – si trovano grandi capolavori e ciofeche inguardabili. E tra questi due estremi migliaia di proposte di vario livello. Sarebbe giusto poterli valutare caso per caso, come si fa con un romanzo, con un saggio e come qualsiasi altro oggetto letterario. Senza preconcetti. Riconoscendo onore al merito. La parola a saldaPress.

saldaPress lancia un appello a partire dall’inserto culturale del Sunday Times di domenica 2 dicembre 2012: non è forse ora che il mondo della cultura italiana prenda sul serio il fumetto?
Il fumetto fa il suo ingresso nel salotto buono della letteratura britannica: è questo lo spunto iniziale di una lunga riflessione del giornalista Robert Collins, pubblicata domenica 2 dicembre 2012 dall’inserto culturale del Sunday Times.
L’occasione è la nomination di due libri a fumetti – per la prima volta nella storia del premio – alla vittoria del Costa Book Awards, rispettivamente nelle categorie “miglior romanzo” e “miglior biografia”. Kapow! It’s Proust è il titolo dell’articolo di Collins, ma a far riflettere è soprattutto il sottotitolo: “Perché è ora che l’establishment letterario prenda sul serio il fumetto”, un’esortazione a schiudere le porte di un sistema che invece tende a non considerare libri a pieno titolo le opere a fumetti.
In parallelo, che cosa accade in Italia? Che due titoli da mesi sono bestseller e occupano diverse posizioni all’interno della classifica dei libri più venduti su Ibs e Amazon, raccogliendo straordinari risultati anche nelle librerie vere e proprie. Parliamo dei tredici volumi di The Walking Dead, l’opera firmata da Robert Kirkman e pubblicata in Italia da saldaPress, e dei due volumi firmati da Zerocalcare per Bao Publishing.  “Sono risultati incredibili” dichiara Andrea G. Ciccarelli, direttore editoriale di saldaPress, “raggiunti di rado dal fumetto  in libreria”.
Si tratta di un dato che sembra allinearsi con l’esortazione proveniente dalla Gran Bretagna: non sarebbe  ora che il sistema editoriale italiano, la stampa e le pagine culturali facessero i conti con i fumetti, considerandoli libri a tutti gli effetti? Le storie che vengono raccontate attraverso questo medium,  che può contare su autori e story-teller straordinari che influenzano l’immaginario di intere generazioni da molti anni,  dimostrano una capacità di diffusione  eccezionale.  Per questo saldaPress lancia un appello al mondo editoriale e della culturavolete leggere un buon libro? Perché non a fumetti?
“I numeri, l’impatto sulle generazioni più giovani, di solito catalogate frettolosamente come composte da lettori deboli o non-lettori, e la portata del fenomeno The Walking Dead” dichiara ancora Ciccarelli, “testimoniano la forza di storie, come quella scritta da Robert Kirkman, che non temono rivali nella letteratura di genere o main-stream”.
Riportando all’Italia la domanda del Sunday Times, non sarebbe ora che l’establishment letterario prendesse sul serio il fumetto. L’idea è che sia giunto il momento di scavalcare una barriera, quella che divide in maniera impropria le diverse forme di narrazione, e di fare i conti con un mercato vivo, quello dei libri a fumetti, che oggi attrae migliaia di lettori appassionati. Qualcuno vuol raccogliere l’appello di saldaPress?
Altre info sul sito saldaPress.

(07/12/2012)