Robert Kirkman – Jason Howard, Lo stupefacente Wolf-Man vol. 1, Magic Press 2012, 15 euro

Okay, lo ammetto: quando si parla di Robert Kirkman, rischio di non essere del tutto obiettivo. E, magari, di lasciarmi andare a giudizi fin troppo zuccherosi.
Il fatto è che, ormai da tempo, il trentatreenne geniaccio del Kentucky non sbaglia un colpo. Non solo continua a deliziarci con la saga zombie-esistenzialista di The Walking Dead (vedi), di gran lunga (almeno secondo il mio modesto parere…) il miglior fumetto seriale americano dell’ultimo decennio, ma anche quando decide di cimentarsi con tematiche più classicamente supereroiche, il livello qualitativo delle sue storie rimane clamorosamente sopra la media.
Che dire, per esempio, di un gioiellino fin troppo sottovalutato come Invincible (pubblicato in Italia dalle Edizioni BD), che a livello di brio e freschezza rappresenta tutto ciò che Ultimate Spider-Man avrebbe dovuto essere ma non è mai riuscito a diventare? E a proposito di Marvel, non stupisce che anche Panini Comics abbia voluto cavalcare l’effetto-Kirkman rispedendo in fumetteria, proprio in questi giorni, una sua opera tutto sommato marginale come L’incorreggibile Ant-Man (Collezione 100% Marvel, 13 euro, qui la recensione di Sbam!).
Anche il serial oggetto di questa recensione, Lo stupefacente Wolf-Man, è un fumetto supereroico, seppur insaporito da qualche spruzzatina horror. A presentarlo ai lettori italiani è oggi Magic Press, con un volume che raccoglie i primi sette numeri della collana originale Usa, edita da Image.
Il protagonista, non è difficile intuirlo, è nientepopodimenoche un licantropo. Un uomo lupo fatto e finito, sotto la cui pelliccia si cela Gary Hampton, industriale di successo con moglie e figlia adolescente, che durante una vacanza in campeggio viene praticamente sbudellato da quello che si crede essere un orso. Segue mesetto di coma e, guarda caso in corrispondenza con la prima notte di plenilunio, improvviso risveglio e miracolosa guarigione. Una volta tornato a casa, complici le telecamere a circuito chiuso della villa che lo immortalano in forma lupesca, il nostro comprende l’incredibile verità: ad aggredirlo non è stato un semplice orso, e ogni volta che nel cielo si staglia la luna piena, lui si trasforma in un lupo mannaro! Ma le sorprese non sono finite: alla sua porta, infatti, si presenta il misterioso vampiro Zechariah, che si offre di aiutarlo a comprendere a controllare la sua nuova natura…
Parte in sordina, Lo stupefacente Wolf-Man. Divertendosi a mischiare e sovrapporre i generi: siamo di fronte a una storia di supereroi? A una saga dell’orrore? A un family drama, che approfondisce i difficili rapporti tra Gary, la moglie e la figlia, entrambe – per inciso –  a conoscenza del suo segreto? E non appena ci solletica il sospetto che quel furbacchione di Kirkman voglia invece indulgere al lato più ironico e parodistico della vicenda, complice il tratto smaccatamente cartoonesco del penciler esordiente Jason Howard, ecco che a richiamarci all’ordine arriva una sequenza ad alto tasso drammatico, magari condita da abbondanti venature splatter.
In più, ogni episodio si conclude con uno spiazzante cliffhanger: uno di quei colpi di scena ottimamente congegnati dei quali Kirkman è maestro (vedere in proposito il già citato The Walking Dead) e che ti fanno venire una gran voglia di leggere subito la storia successiva.
In sintesi: non siamo dalle parti del capolavoro, questo è certo. Ma se avete voglia di investire 15 euro per un fumetto americano divertente, innovativo quanto basta e soprattutto scritto alla grandissima, date una possibilità a Lo stupefacente Wolf-Man. Vogliano scommettere che non ve ne pentirete?

(Marco De Rosa • 06/04/2012)