Geoff Johns – Andy Kubert, Flashpoint vol. 1, RW-Lion 2012

In epoca di Internet e globalizzazione, rimane poco spazio per le «sorprese».
Ormai da mesi, per esempio, più o meno tutti i fumettofili del mondo (Italia compresa) sanno che negli States l’universo supereroistico della DC Comics è stato rovesciato come un calzino, attraverso l’azzeramento della continuity e un vero e proprio «reboot», caratterizzato dal lancio di 52 testate nuove di zecca.
Cosa altrettanto nota è che punto di partenza di questo autentico cataclisma narrativo sono gli eventi della miniserie Flashpoint, orchestrati a colpi di paradossi temporali da quel Geoff Johns che, ormai da qualche anno, rappresenta il deus ex machina di tutti i principali eventi di casa DC.
Ecco perché, nel momento in cui la mini in questione approda nelle fumetterie del Belpaese per i tipi della RW – Lion, anche il lettore più distratto (o assolutamente digiuno di albi originali made in Usa) sa già a grandi linee che cosa aspettarsi dalla trama.
Nessuna sorpresa, quindi. Ma un po’ di curiosità senz’altro sì, visto che siamo pur sempre di fronte al crossover destinato a fare piazza pulita (in maniera definitiva? I vertici della casa editrice giurano di sì, ma chissà…) del DC Universe come lo abbiamo conosciuto finora.
La storia in breve: svegliatosi dopo una notte trascorsa nel suo laboratorio, l’agente della scientifica Barry Allen, alter ego del velocista Flash, si ritrova in un mondo che non riconosce più. Un mondo in cui l’epopea dei supereroi come lui (e il lettore) l’ha vissuta, non è in realtà mai accaduta. Un mondo senza Superman e la Justice League, devastato dalla guerra senza quartiere tra gli imperi di Atlantide e Themyscira, guidati rispettivamente da Aquaman e Wonder Woman. E, soprattutto, un mondo in cui Barry, privato della supervelocità, non è Flash.
Dietro a tutti questi sconvolgimenti s’intravede il piano di un vecchio nemico, che ha alterato alcuni eventi del passato dando origine a una linea temporale alternativa, che il velocista scarlatto (o meglio, l’ex velocista) dovrà provare a correggere. Ma come? Tanto per cominciare, cercando l’aiuto dell’unico tra i suoi antichi alleati che sembra esistere anche in questo mondo impazzito: Batman
La creazione di una nuova realtà attraverso qualche tipo di manipolazione (temporale, piuttosto che mistica), con conseguente stravolgimento di una serie di personaggi ed eventi, non rappresenta certo un espediente narrativo estremamente originale per il fumetto americano degli ultimi decenni. La Marvel, per esempio, vi ha fatto ampio ricorso in saghe di successo come Giorni di un futuro passato o House of M.
Ciononostante, fin dall’inizio (questo volume raccoglie i primi due episodi dei cinque che compongono la miniserie) Johns riesce a mantenere sufficientemente vivo l’interesse del lettore. E lo fa optando per un registro fortemente introspettivo, focalizzato sulla caratterizzazione dei singoli personaggi e in particolare sul senso di smarrimento del protagonista centrale Barry Allen, piuttosto che sullo scontato e superficiale approccio corale che troppo spesso contraddistingue maxi-saghe di questo tipo. Una scelta apprezzabile e coraggiosa, che ci induce a perdonare all’autore anche alcune forzature altrimenti non troppo digeribili (che dire, per esempio, dell’escamotage messo in piedi da Barry nel secondo episodio per cercare di recuperare i suoi poteri?).
Al termine della lettura, comunque, l’impressione prevalente è che la trama debba ancora entrare nel vivo, e che Johns si sia finora limitato a disporre i pezzi sulla scacchiera in vista dei fuochi di artificio che dovrebbero caratterizzare il secondo volume. Nell’attesa, promozione a pieni voti per le matite di Andy Kubert, grintose e spettacolari quanto basta per rendere giustizia a uno degli eventi fumettistici più attesi dell’anno.

(Marco De Rosa)

Post correlati