Reg Smythe, Andy Capp: hic, hic, hurrah!, Oscar Mondadori, 1978

Nato alla fine degli anni Cinquanta come striscia del Daily Mirror di Londra, Andy Capp è stata una delle strip più famose del mondo. Opera di Reg Smythe (che dice di essersi ispirato… ai suoi genitori!), narra le vicende di una coppia strampalatissima: lui, Andy, fannullone e ubriacone, passa dal divano al pub ad ubriacarsi e a flirtare con la cameriera di turno; lei, Florrie (chiamata Flo), cerca di portare avanti la baracca, lavorando e occupandosi della casa e del marito, di cui spesso deve pagare i debiti di gioco. Eppure la coppia ha un suo equilibrio, anche se magari a suon di pugni o mattarellate.
La mitica Maria Grazia Perini (giornalista e scrittrice, tra le altre cose ex direttrice del Corriere dei Piccoli e di Eureka e coordinatrice delle testate Marvel pubblicate negli anni Settanta dall’Editoriale Corno: fu lei a “decidere” il nome italiano di molti super-eroi, rimasti poi definitivamente nell’uso comune) così descrive Andy e Flo nell’introduzione a questo volume: “(…) Una coppia atipica quella formata da questi due, persone che non provano astio, rancori, rimpianti, di quelli veri, crudeli, che rovinano il presente della maggior parte della gente sposata. Ciascuno dei due ha ben chiara la sua funzione e non vi è mai stato un vero tentativo di rivolta – comprensibile quanto meno in Flo – e ciò succede perchì i due ‘si’ vanno bene così. Lei con le sue attese stressanti, il suo duro lavoro, la sua lotta con i soldi che non bastano mai, con i conti che non tornano, con le umiliazioni inflittele dall’uomo del banco dei pegni e dalle ‘fidanzate’ del marito, lui con la sua birra, le sue donne, i suoi tanti vizi, la sua passione per le scommesse, con quella moglie brontolona, sciatta, con i bigodini in testa e la vestaglia rappezzata che lo aspetta sempre alzata. Due persone, in breve, che hanno saputo mettere da parte, fin dall’inizio, gli inutili sogni, le illusioni, che sanno vivere nella realtà senza farsi intaccare dai mutamenti che le vicissitudini sociali costringono in genere ad attuare su se stessi”.
In Italia la striscia è diventata famosa come Le vicende di Carlo e Alice, pubblicata da La Settimana Enigmistica fino agli anni Duemila, oltre che da Eureka e in volumetti monografici della serie Eureka Pocket, col suo nome originale.

(04/02/2012)

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