Dal Sogno al Segno: Tiberio Colantuoni e Umberto Manfrin – Dal 25 gennaio al 29 febbraio 2012 presso Biblioteca dell’Accademia (Via Brera 28 – Milano) Orari: dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 15.00

La Biblioteca di Brera si apre al fumetto: le opere di due maestri del fumetto umoristico italiano sono infatti esposte dal 25 gennaio al 29 febbraio.
Di Tiberio Colantuoni (1939-2007) è possibile ammirare originali di Nonna Abelarda e di Bongo, di Braccio di Ferro e di Felix, di Pinocchio, di Sfortunino, di Chico, e poi di Pik & Pok, di Prato e Asfalto e del bellissimo Ombra.
Umberto Manfrin
(1927-2005) è invece presente con le sue tavole dedicate a Tram 18, Tojo, Tony Spazzola, la corsara Linda, Rob & Starry, Wow, Caramba, il demenziale Ullaò, la striscia Playsport, Davy Crock, Mic “ladro di professione” e – ovviamente – Tiramolla, leggendario personaggio di Roberto Renzi e Giorgio Rebuffi ma illustrato da Manfrin per mezzo secolo.

Noi di Sbam! siamo stati all’inaugurazione, avendo così la possibilità di incontrare alcuni dei colleghi di questi due artisti: Alberico Motta, Sandro Dossi e Pierluigi Sangalli (da sinistra, nella foto a lato), autori della “scuderia” Bianconi che, tra gli anni Cinquanta e Ottanta, ci hanno regalato chicche indimenticabili del fumetto. Motta ci ha spiegato come – pur essendo fumetti per bambini – quella della Bianconi fossero opere di “rottura” rispetto ai tempi: basti ricordare i riferimenti politici in Provolino (la crisi energetica, l’austerity degli anni Settanta) e certe scene di Geppo con le torture ai dannati nei gironi infernali. Situazioni lontanissime dallo standard disneyano.

La mostra è organizzata in collabrazione con la Fondazione Franco Fossati: il responsabile Luigi F. Bona (direttore di Wow Spazio Fumetto) ci ha dato una interessante chiave di lettura dell’iniziativa: un tempio dell’arte come l’Accademia di Brera accoglie il fumetto, quello che noi appassionati del genere chiamiamo la Nona Arte ma che per larga parte del pianeta è ancora considerato qualcosa di minore; nel frattempo il fumetto porta l’austera Biblioteca Braidense a una dimensione più “umana”, avvicinandola ai ragazzi e a quel pubblico che altrimenti sarebbero “intimiditi” dall’immagine della Pinacoteca. E non un fumetto “qualsiasi”: ma il fumetto umoristico, quello che forse negli ultimi anni più soffre la crisi di un settore che – da decenni ormai – predilige il fumetto avventuroso, realistico o fantastico.
Così recita infatti il comunicato stampa diffuso per la mostra: “Negli anni Duemila il Fumetto (scritto proprio così, con la maiuscola, n.d.r.) ha raggiunto la dignità di letteratura disegnata e arte sequenziale, ed è universalmente indicato come Nona Arte. Eppure una delle sue espressioni più raffinate e popolari, la più antica e originale, rischia di scomparire e diventare leggenda.
È il fumetto umoristico, quello che dalle origini del XIX secolo al 1929 ha generato i codici espressivi del nuovo mezzo di comunicazione di massa, prima del fumetto realistico e avventuroso. Ha raggiunto i massimi livelli e la maggiore diffusione mondiale tra il 1950 e il 1990, e l’Italia ha generato in quel periodo autori di grande popolarità e personaggi entrati nel patrimonio dell’immaginario collettivo.
Tra quegli autori, due in particolare hanno condotto una vita parallela. Il primo nato a Roma e il secondo a Udine, si sono formati a Milano all’officina creativa dell’Accademia di Brera e hanno mantenuto sempre un bellissimo rapporto di amicizia, distinguendosi per generosità e onestà, partecipando ai progetti più innovativi con spirito di avventura.
Hanno collaborato con le edizioni Alpe, con Bianconi, con il Corriere dei Piccoli… Tiberio Colantuoni ha disegnato Cucciolo e lo sceriffo Fox, il gatto Felix, Braccio di Ferro e Pinocchio, Nonna Abelarda e Volpetto, ha creato Sfortunino, Big Tom, l’Ombra e, per cinquant’anni, il simpatico scimmione Bongo. Umberto Manfrin ha legato la sua firma soprattutto a Tiramolla, ha creato Ullaò, Astarotte e Gabriellino, disegnando anche Braccobaldo, gli Antenati, il gatto Isidoro, Rob e Starry.
Le loro storie hanno affascinato generazioni di lettori. Insieme hanno sostenuto, dal suo nascere, l’ambizioso progetto del Museo del fumetto di Milano, che sarebbe diventato realtà soltanto nel 2011, e che oggi, con la loro Accademia, li ricorda con grande affetto e con una mostra di una prima selezione delle loro creazioni grazie all’aiuto delle loro famiglie. L’esposizione è realizzata in collaborazione con la Fondazione Franco Fossati“.

Sulla nostra pagina Facebook, una panoramica di foto dell’esposizione.

(25/01/2012)